Un matrimonio che sa di Madeleine

Oggi è venerdì e, di per sé, è una di quelle giornate felici a prescindere. Fine della settimana lavorativa, stop agli obblighi, via ai piaceri e a una due giorni di full immersion nelle cose che veramente amo fare. E a pensarci bene, la scelta del giorno “perfetto” potrebbe ricadere su di un venerdì, un venerdì di quel famoso agosto del 2015.

Ma non è questo il punto. Fortunatamente lavoro al centro di Roma e, quindi, prima di arrivare in ufficio posso ammirare qualche “Grande bellezza” della sempre eterna capitale che, anche se un po’ in disfacimento, toglie comunque il fiato.

Ripeto non è questo il punto. Roma, così come il venerdì, oggi rappresentano solo la cornice di quel che è accaduto.

Avete presente la Madeleine di Proust? Quel biscotto dolce inzuppato nel tè che ha il potere, col suo profumo e il suo sapore, di riportare alla luce memorie e ricordi passati? Bene, passeggiando di venerdì per il centro di Roma, mi sono imbattuta nelle scene più romantiche ed emozionanti della mia vita che hanno fatto trasalire le emozioni e i ricordi del giorno in cui i miei nonni hanno festeggiato i loro 50 anni di matrimonio. Dopo anni, ho rivissuto le stesse sensazioni: in piazza della Repubblica, una macchina era parcheggiata nello spiazzo antistante la Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, l’anziano uomo, profumato e ingiacchettato, apriva lo sportello alla sua amata moglie. Quella delicatezza, quel modo di guardarsi dopo tanti anni trascorsi insieme, quell’emozione che traspirava dai loro comportamenti mi hanno riempito di gioia.

Amore a ogni età

La sintesi è che io ho già superato quei maledetti “enta” e non so se arriverò a baciare quel rugoso, pantofolone, cocciuto ultra ottantenne di mio marito.

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