La verità sui post del blog: La guerra dei Roses

Quanto è bella la vita di coppia, vivalammmmore, due cuori e una capanna, iocheamosolote.

Io e F. siamo molto mielosi, cuoricinicuoricini al limite del diabete, in questa fase di preparativi poi non ti dico. Stiamo fondamentale sul cazzo a tutti. E quanto amore c’è lo vogliamo scrivere nel blog, così ci vedono tutti che ci amiamo. Ed è tutto molto bello.
E poi succede che quando dobbiamo scrivere qualcosa sul blog ci accendiamo, ci lanciamo sguardi pieni di odio, penso a dove abbiamo messo i coltelli e quanto tempo occorre perché io possa chiudermi in bagno per fare il remake di “Shining”.
Ok è vero. Io sono disordinata, lui ordinato. Io amante del chissenefrega, lui della precisione. Io scrivo, lui corregge. Si mette sulla cattedra e mi ricorda quella stronza della mia maestra che alle scuole elementari mi consegnava il compito pieno di correzioni con la penna rossa.
Succede che l’amore se ne va a farsi fottere e ci odiamo, pensiamo a come ucciderci, il sangue bolle e da Kubrick si passa a Sergio Leone. Un duello all’ultimo sangue, la tensione sale e abbiamo uno di fronte all’altra il peggior nemico di sempre.

…E stasera a fomentare le nostre divergenze c’è pure Roma-Inter!

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L’amore è quella cosa che…

Dicono che a pochi mesi dal matrimonio i dubbi ti assalgano.
Starò facendo la cosa giusta?
Mamma santa…sarà davvero l’uomo della mia vita?
O maronn…e se poi me ne pento?

Questi dubbi non hanno ancora trovato la via di casa, nel frattempo li depisto con sani gesti d’amore.

È mattina. A Roma piove. Peggio, c’è la nebbia. (Che palle, sembra de stà a Milano). Primo pensiero: porca…. il motorino pulito…perché non ho messo la copertina questo fine settimana, anziché dormirci sotto!?
Vabbè pazienza, tanto non l’ho lavato io. Certo quelle cinque euro…manco quelle le ho messe io… (Sana relazione di coppia). Vabbè..Stefania armati di pazienza, copriti e vai a lavorare, terrona!

Diligentemente mi dirigo verso il garage dove il garagista intento a divorare 20 cornetti mi dice con la bocca piena: “Ciaostefaniabuongiorno! Stapiovendo! (Maddai!) Francescotihamessolacopertinasulloscootercosinontibagni”.

Pina con plaid

Francesco ti ha messo la copertina…sullo scooter…così non ti bagni…(e rimembri l’ultimo inverno, quando quella copertina ti riparava dal freddo e dal gelo, quella copertina con il pellicciotto che ti riscaldava i cosciotti) …e tu, brutta stronza, lo hai salutato stamattina dicendogli che stasera gli tocca il minestrone.

Mannaggiacristo!

Sfumature di nero

Ci sono giorni neri, ma così neri che vorresti solo sprofondare in quel caldo cuscino lasciato troppo presto la mattina (per la precisione quello di F.). Va male a lavoro, a casa, per strada.
Le famiglie sono lontane. I chilometri sono troppi per quell’abbraccio che desideri immensamente. E allora stringi i denti e cerchi di scacciare i cattivi pensieri. Ti autoconvinci che ce la si può fare, che poi non è così nero. Magari è antracite, grafite, grigio scuro.
Arriva anche il freddo in quest’autunno troppo rigido, anche a Roma. Così mentre sei piena di lavoro, piena di pensieri sul lavoro, sul post lavoro, pensi agli amici, alla famiglia. Pensi a cose belle con la speranza che ti torni un timido sorriso. Ma gli altri non stanno così bene, stanno male quanto o più di te e pensi che questa vita fa proprio schifo che non è come te l’hanno raccontata da bambina. E allora ci si concede l’ultimo sforzo. Noveagostodelduemilaquindici. Quello sì, quello mi fa venire il sorriso e anche i brividi.