Divorzi all’italiana

La crisi del settimo anno non esiste più. I ferri corti arrivano al tredicesimo anniversario. Precisamente 13 anni e 6 mesi. Sarebbe questa la durata media di una matrimonio prima di un divorzio nella gran parte dei paesi dell’Ocse. Secondo l’Economist – che ha elaborato il grafic heart – i matrimoni più duraturi sono quelli italiani. Insomma, prima di dormire in letti separati e fare i conti con l’affido dei propri figli passano sedici anni. E non perché le mogli siano più pazienti e i mariti più romantici, ma solo perché le coppie nostrane preferiscono avere una relazione esausta ancora in piedi anziché dover sostenere le smisurate spese conseguenti alla separazione. E infatti sembra essere proprio questo il punto. Basti pensare che la separazione e il divorzio, nel Belpaese, rappresentano un percorso a ostacoli tanto interminabile quanto oneroso.

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Negli States, dove impera lo stereotipo dell’individualismo e dell’impazienza, le coppie sono felici fino all’ottavo anno. Nel caldo Qatar, regno della poligamia, ci imbattiamo in un tasso di divorzio molto basso contrariamente alla durata media delle nozze che sembrano arrivare fino a poco più di cinque anni.

Riassumendo, 2,5 coppie europee su mille sono destinate al divorzio, 3,6 quelle nordamericane.

Conseguentemente all’inappropriatezza di sentirsi parte di una coppia vincente, i giovani son diventati più cauti nell’avvicinarsi al grande passo. Ecco quindi calare vertiginosamente il numero di scambio di anelli. Questo fenomeno non riguarda i paesi dell’est che sembrano vivere una nuova primavera economica. Cinesi e Russi convolano a nozze un minuto sì e l’altro pure!

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