Abito da sogno cercasi? Da Federica trovasi!

In otto mesi sono diventata una futura sposa esperta: mi sono calata nella parte e padroneggio la terminologia delle nozze come se fossi madrelingua tanto da essere diventata l’orgoglio di Federica. La ragazza/sarta/amica che ha confezionato il mio abito. Quello che ho cercato in lungo e in largo. Che ovviamente è bellissimo e meraviglioso. Lei very professional è attenta alle mie esigenze. Ogni prova, un vero divertimento, vabbè sì anche un po’ di nervosismo, giusto un po’!  Ma non per l’abito, per i tic isterici di pazzia. Quelli miei! E lei, giuro, non so dove trovi la pazienza e la gentilezza, perché io sicuro mi sarei mandata a quel paese da sola. Ma facciamo un passo indietro.

Prima prova
Durante questa sessione in realtà non succede niente di trascendentale. Provi un abito, che non è esattamente  il tuo abito, ma è solo lo scheletro. Quindi lo guardi e pensi che non è per niente quello che avevi scelto! Però hai portato mamma e papà che ti hanno insegnato a non dire che “fa schifo”. Quindi non lo dici. Ma lo tieni per te. Succede anche che lo indossi e che “WOW… quanto sono alta e magra!“. Quella nello specchio non sono io! Per me l’abito andava bene così! Dove firmo l’assegno? Ma c’è ancora molto da fare, Federica ci lavora anche la notte e non solo sul mio. Poi parla con la mamma, sarta anche lei, e nasce una sorta di feeling tra loro che quasi mi sento di troppo. Ultime raccomandazioni di Fede: “mi raccomando non dimagrire e NON INGRASSARE!Federica è la mia coscienza!

Seconda prova 
Questa sessione avviene in un momento tragicomico: esattamente durante i giorni del trasloco. Che vuoi che sia? Ritorniamo da Federica che è super felice di farmi vedere i progressi dell’abito e le modifiche che ha fatto per me. Mamma e Fede, nel frattempo, sono diventate migliori amiche di tulle. Basta uno sguardo per la rapida intesa. In camera è appeso un abito da sposa che ti fa rimanere a bocca aperta per quanto è bello e che non sembra il tuo per quanta delicatezza e romanticismo traspiri, e infatti non era il mio! Il mio è appeso altrove e ancora non è così bello come quell’altro! Nuova e identica sensazione di schifo. Ma vabbè, visto che siamo qui, proviamolo!

Problemino. Il vestito è largo, è pesante, è ingombrante, è giganterrimo. Perché la genia durante il trasloco non ha mangiato e ora ha un vestito un tantino largo. Momento pazzia, più momento nervosismo isterico, più momento stanchezza post-trasloco, più momento a Roma si muore di caldo ci sono almeno 40 gradi! Federica è lì che mi guarda, serena, sorridente e mi rassicura su tutto. Mi dice che può fare qualsiasi cosa che possa calmarmi. Lei è pura valeriana. Ma anche qualcosa di più. Mi placa e mi riprende le misure e mi infilza spilli ovunque. Mentre lavora su di me, le chiedo qualche modifica che non si può fare perché ormai le decisioni le prendono lei di comune accordo con la mamma. Ma poi capisco che devo respirare. Perché se non lo faccio potrei morire, subito, davanti a tutti con un bell’abito da sposa indosso. “Fede ho bisogno di fare un bel respiro profondo, posso?” “NO!” tuona… Federica è Hitler!

Terza prova
E poi ieri sera arriva finalmente l’ultima prova. Federica nel frattempo è diventata anche wonderwoman perché ha messo in salvo il mio abito nascondendolo dal pericolo e dal lupo cattivo (che esiste veramente). Pertanto cambiamo location e l’ultima sessione avviene a casa di zia Loreta. Questa volta, psicologicamente sono a posto. Ho solo bisogno di riprovarlo l’ultima volta. Sono solo emotivamente sensibile. È normale: mancano 9 giorni, arrivano le prime sorprese – tutte splendide – e la gente ti riempie di auguri e complimenti. A cominciare da Zia Loreta. Che io ho un bel personale non me l’aveva mai detto nessuno e che sua nipote è brava ormai iniziano a saperlo in molti. L’abito è finito: pronto per essere indossato il nove agosto. È bellissimo e meraviglioso. Proprio come lo volevo. Federica è proprio brava. Non perché sia solo professionale, non perché è un’amica, ma perché dopo tre prove ne è uscita indenne lasciandomi senza parole perché anche lei aveva in serbo delle sorprese per me. Federica è il top!

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Che giornata è se sorpresona non c’è?

Sembra quasi che qualcosa stia sfuggendoci dalle mani, perchè se ci chiedessero quanto entusiasmo puntavamo a generare con questa mega condivisione di ciò che gravita attorno al nostro Yes day, mai avremmo potuto augurarci quello che in realtà sta accadendo. Contro ogni più fervida aspettativa, stasera viene a bussare alla nostra nuova porta Maria Rita, carina e sorridente amica di Stefania che si presenta per la prima volta a me con ‘sto popò di torta che segue… (Leccarsi i baffi, prego!)

La splendida torta della cara Maria Rita

Venti minuti di chiacchiere al fresco di un balcone, un aperitivo improvvisato, una doccia rinviata e il pensiero fisso a: “ma che davero?!“, il tutto mentre tutt’e tre ce la ridiamo allegramente. E onestamente poco importa se ‘sta benedetta torta è una cheesecake per i più ignari ai miei gusti è fondamentale sapere dell’assenza di formaggi nella mia dieta – ciò che conta è che un’amica abbia voluto dedicarci mezzo pomeriggio della sua giornata per farci una gran sorpresa! Sorpresa riuscitissima!

E ora c’è lei in frigo, sola, che reclama attenzione. Perciò amici e amiche care fateci un piacere, visto che ci sono due abiti a misura ad attenderci, venite pure a bussare, perché ‘sta torta aspetta anche voi!

Wish list per il mio addio al nubilato

Del matrimonio, si sa, decide tutto la sposa, anche nella più liberale delle coppie. Dal vestito dello sposo agli invitati, dalle partecipazioni ai fiori. L’unica cosa che proprio è fuori dal controllo, maniaco e ossessivo, di una sposa compulsiva è il suo addio al nubilato (e ancora peggio l’addio al celibato, ma questo ahimè è un altro discorso e non ho davvero voce in capitolo).
È stato molto divertente, in questi giorni, notare una certa agitazione tra le mie amiche intente a ideare e pianificare quello che, se ho capito bene, sarà un viaggio (VI HO MAI DETTO CHE VI AMO AMICHE?).
L’ultimo viaggio da “nubile”. L’ultimo. L’ U L T I M O ! ! !
Questa parola mette parecchia ansia. Ci si sente come alla soglia del nuovo anno, di un compleanno o di uno spartiacque nella vita di una persona. Immagini quali sono le ultime cose che vorresti fare prima di… prima dei trenta, prima del 2016, prima di morire… Vabbè fortunatamente possiamo dire che è l’ultimo viaggio prima del matrimonio. Inizi a pensare agli obiettivi da raggiungere prima di quel giorno, ad avventure da vivere, a pazzie da fare, a liste a cui mettere la spunta.
Cosa vorrei fare prima delle nozze? E magari proprio durante il mio addio al nubilato? Ecco a voi la mia wish list:

1. Water jetpacks per sentirmi almeno un giorno come Wonder Woman;

Water Jetpacks

2. Tandem skydiving, da fare rigorosamente insieme, della serie mal comune mezzo gaudio, assolutamente no allo skydiving in solitaria, per non parlare del freefly perché al 9 agosto ci vorrei proprio arrivare;

Tandem Skydiving

3. Parasailing;

Parasailing
4. Zip line;

Zipline

5. Kite surf;

Kitesurfing
6. Immersioni;

7. Fly on a trapeze;

Trapeze

8. Tough Mudder. Cercatelo su google e poi ne parliamo. Solo per le più temerarie;

9. Surfing;

10. Pole dancing. Se ci è riuscita lei, possiamo farlo anche noi.

Pole dancing

Parliamo di cose serie: l’abito da sposa

Ricordate il post in cui vi ho raccontato la favola del “c’era una volta, in un magico mondo chiamato Roma Sposa, una povera ragazza in cerca del suo matrimonio incantato”?
Come tutte le favole, anche quella finì con un “…e vissero per sempre felici e contenti” sul divano di casa a sonnecchiare esausti.

La favola non svelò però un arcano segreto: la povera ragazza, senza capirne le ragioni, aveva preso un appuntamento con un atelier; “sì, tanto è a novembre, ci vuole così tanto tempo che chissà se sono ancora viva” pensai.
A novembre sono ancora viva e una telefonata mi ricorda l’appuntamento.
“Alle 16:00 in punto signorina mi raccomando”.
Vabbè! Raccatto le mie amiche che più felici non si può ed entriamo nel regno incantato fatto di batuffoli di pizzo e nuvole di seta e una vecchia strega all’ingresso: “Ciao bella, chi si sposa? Ah… sei te! Però non m’hai detto che vestito volevi al telefono!”.
“Signora davvero a me non l’ha chiesto nessuno”.
“Sì, ma lo dovevi dire tu”.
“Ok aspetto un’amica fuori che è meglio”.

Cominciamo con il piede sbagliato. Stefania non avere preconcetti. Sei con le tue amiche, sono felici ed emozionate, non fare storie. Non roviniamo questo pomeriggio.

La faccio breve. (Sento già che questo post sarà lunghissimo).

Una ragazza anoressica e molto gentile ci fa strada, fa sedere comodamente le mie amiche e mi chiude in una stanza. Capisco solo dopo un po’ che sarei stata sequestrata per due ore in una cella ricoperta di specchi a trenta gradi. Vabbè, ci sta, almeno simuliamo ‘sto nove agosto.

Cerchiamo di venirci incontro io, la povera ragazza con i preconcetti, e lei la mia commessa, quella magra magrissima che sa il fatto suo. Entriamo subito in sintonia.
La commessa comincia bene, in quarta. È una grande e fa notare i suoi 13 anni di esperienza. Mi riempie di complimenti.
“Sei bella, bellissima!”
“Grazie!” – Le dico onestamente quali credo siano i miei difetti e quali non vorrei far notare. Mi capisce al volo. Bene!
“Proviamo subito il vestito che ti piace.”
“Va bene.” Il vestito non è quello che mi piace, ma è carino. Lo provo per lei. Sento di dover ricambiare la sua gentilezza.
“Come ti vedi? Che emozioni provi?”
“Beh, non mi ci vedo proprio bene, non mi sento molto a mio agio” – Cosa avrei dovuto dirle? Che in realtà sembro una scema vestita come una dama dell’800 che sta andando a una festa di carnevale anni ’80 e che il vestito pesa assai?!
“Lo facciamo vedere alle tue amiche?”
“Ok certo.”
Lo vedono, lo commentano. Provano a fotografarlo, ma la mia commessa le bacchetta. Girano i tacchi e se ne vanno.
“Bene, che voto diamo a questo vestito?”
“Cara, non stiamo mica su Realtime!!!” – Sento sgretolare le certezze della nostra amicizia…

Ok, ne proviamo un altro. E un altro e un altro ancora.

Da dama dell’800 a caciocavallo il passo è breve. Perdo la mia amica commessa nel giro di due vestiti. Non mi fa provare quelli che mi piacciono, mi fa provare quelli in cui sembro evidentemente incinta. 5 mesi buoni! Con nonchalance parla di vestiti a sirena: Ok la 42! Anche la 44 va bene ma su una 48 diventano in realtà vestiti a balena (parole sue). Poi i complimenti diventano colossal delle stronzate “sei così bella che a te serve un abito che sia un contorno alla perfezione”. Se… ciaone! T’ho persa per sempre.

Per fortuna, nell’altra stanza le mie amiche mi comprendono e dispensano consigli: sembrano un centrifugato della mia mamma.

Per finire raggiungiamo l’apoteosi quando la mia ex amica commessa ben pensante crede che un velo possa smuovermi dentro quell’emozione che racchiudo sin da bambina: mi fa indossare il velo.. oooohhhhhhhhhhh!

In maniera surreale passiamo da un atelier romano a una pista da ballo delle tipiche feste anni ’70 con il trenino e alla consolle “Disco Samba” (per i più pe pe peppeppepe pe pe peppeppepe, o Brigitte Bardobardò o ancora Brasil…). Il velo non mi smuove nulla, ma mi fa danzare davanti allo specchio come se fossi la reincarnazione di Batman!

E poi la magia..mi fanno notare il mio fondoschiena. Alto, sodo, perfetto! Sono una strafiga pazzesca. Io sono JESSICA RABBIT! (Con tanto di coniglio… Ma questa è un’altra storia e dovrete attendere un altro post).