L’ansia da prestazione

Le spose si sa sono per natura ansiose. Si noti bene, qui si parla esclusivamente del genere femminile tendenzialmente nevrotico e quotidianamente atto a pratiche di isterismo. Alla soglia del matrimonio queste caratteristiche, molto apprezzate dal genere maschile, si amplificano. In fondo è comprensibile quella donna deve aprire la bocca e pronunciare una sola sillaba, sì! Madonna che ansia.

Ne ho conosciute diverse in questo periodo e ce ne sono davvero di tutti i tipi: quella che ha l’ansia metabolica del tipo “se mangio anche solo insalata ingrasso”, la sposa con l’ansia temporale, sta facendo il countdown da quanto aveva 6 anni, poi c’è la maniaca del controllo, decide anche il colore della biancheria intima degli ospiti, la sposa wedding planner e fashion victim che ha l’ansia da prestazione modaiola altrimenti sei out. Poi ci sono io: la sposa con brufoli da quindicenne sparsi su tutto il viso, a macchia di leopardo, herpes, occhiaie che arrivano alle ginocchia e un viso così sciupato da fare concorrenza ai bambini del Biafra. E chi se ne frega. Sì, sono la sposa chi se ne frega.

Quattro giorni in Puglia per rivedere il tutto con i fornitori e consegnare gli ultimi inviti. Torno a Roma con un viso rigenerato, brufoli e herpes spariti. Quattro giorni a casa e due chili presi. Amici, due chili presi! Quindi, attenzione cari invitati (soprattutto “forestieri”) fatevi venire una bella botta d’ansia perché al termine del matrimonio quei 5 chili a testa non ve li toglie nessuno! Viva la Puglia!

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