Quanto ci costa il nostro impatto zero?

Con l’inverno quasi alle spalle comincia a salire una strana sensazione su per la schiena che credo possa paragonarla solo agli attimi prima del sillabare da parte di un prof a caso il mio nome per reclamare la mia presenza alla cattedra, esigendo così d’interrogarmi. (Mai esiger nulla prof! è stato il mio motto alle superiori…). Questo stato d’animo di mix tra lo scazzo e il “Ma la smetti di dì fregnacce?” mi aggroviglia lo stomaco quando tra i popoli divulghiamo il vangelo secondo noi, dal titolo “Tutto per nosta amata Terra“. Sì perchè io e Stefania ci siam trovati da subito d’accordo nel percorrere ogni passo verso ‘sto 9 agosto con una rara attenzione sull’argomento, consci persino di cosa potesse economicamente significare organizzare un matrimonio eco-friendly. E la cosa che più mi stuzzicava personalmente era poter essere da esempio per qualcun altro nel belpaese, viste le difficoltà date dall’ignoranza e dal pigro disinteresse sulla questione. “Strano!” mi verrebbe da pensare visto che siam sempre tutti pronti a spegnere una lampadina il giorno del M’Illumino di meno o a limitarci nel mettere un misero like sull’evento così in voga su facebook dal nostro computer attaccato inenterrottamente alla presa anche la settimana di ferie mentre siamo al mare…

Perchè la nostra idea prendesse vita, tra una lettura e l’altra, ci siam ritagliati del tempo per incontrare persone che ne sapessero più di noi. I confronti son stati tutti molto stimolanti, tante le attenzioni da considerare già annotate sul nostro taccuino, ancor più le cose alle quali ancora non avevamo pensato!

Le prime difficoltà son sorte subito con ristoranti e catering. La maggior parte dei nostri interlocutori ci ha etichettati come modaioli data la tendenza dell’eco-friendly, (anche se dubito che abbiano mai capito di cosa si stesse realmente parlando…). Quasi nessuno ha saputo risponderci sull’effettiva provenienza dei prodotti proposti, zero coloro i quali avrebbero potuto garantirci una cena del tutto biologica. Alla fine decidiamo di far vincitore colui il quale lavora con spese quotidiane e a chilometro zero, scegliendo noi prodotti rigorosamente di stagione. Ci pare già qualcosa!

Una mattinata entusiasmante, ma affatto brillante sull’argomento, l’abbiamo passata col nostro fiorista. Uomo meraviglioso con una fantasia d’arredo oltre ogni limite, tanto quanto i chilometri da far fare ai fiori di stagione richiesti purtroppo. Sembra infatti che lavorare con la flora locale non si possa fare, visto che ci saranno treni olandesi a fargli recapitare quel che già vediamo crescere sulle colline della Valle d’Itria. Ma vabbè, mettiamo in conto pure questa!

Contro altri muri di gomma ci siamo imbattuti ogni qual volta si è entrati in una cartoleria, stamperia e/o tipografia. Sì perché la nostra amata certificazione FSCcertificazione che attesta la provenienza del prodotto di origine legnoso, carta in questo caso, da foreste gestite in maniera responsabile secondo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici – sembra non entrare nelle attenzioni dei titolari e/o commessi. Niente di niente! Per i più attenti m’è toccato fare loro da scuola sulle certificazioni in genere. Fortunati i prossimi…

Le battaglie più cruente però, mi spiace ammetterlo, son venute fuori nei raffronti sulle fedi. Qui le opzioni sono fondamentalmente tre:

  • Comprare delle fedi come tutti quanti, ignari di cosa sia successo per estirpare il metallo, trasportarlo, lavorarlo, con inimmaginabili consumi di acqua e acidi, che chissà dove e come poi vengano smaltiti. Di certo è la scelta più economica, visto che la guerra tra gioiellieri ha portato la coppia d’anelli da 4 grammi per singola fede a quotare poco meno di €300 dal miglior offerente.
  • Ammucchiare tutto l’oro ricevuto tra battesimi, comunioni, cresime e festività varie perché possa essere sciolto e lavorato per dar nuova vita al simbolo del legame. Tutto ciò porterebbe ad un risparmio economico della sola materia prima, che però deve poi subire i rincari della manifattura, di altri metalli – oro compreso – per portar la lega nuovamente al 750, senza contare che acidi e solventi anche in questo caso verrebbero utilizzati nel processo produttivo per poi riconsiderare l’incognita relativa allo smaltimento.
  • Comprare gli anelli in oro solidale. “Esiste davvero?” ci chiedevamo. Sì esiste miei cari! E altri non è che oro come nei casi precedenti, ma con la peculiarità di essere stato estratto (e lavorato) con metodi per nulla invasivi per l’ambiente e in pieno rispetto delle popolazioni e dei lavoratori del posto. Tutto ciò, per ovvi motivi, porta quest’approccio etico alla vita ad avere, come sempre, un costo.

Ecco, su tutto ciò (e su molto altro), è stato ed è difficilissimo far capire quanto ci teniamo affinché alcuna azione del prossimo 9 agosto sia nociva per i già precari equilibri ambientali del nostro sistema. Noi ce la stiamo mettendo tutta! Addirittura compensando le emissioni che calcoleremo verranno rilasciate con spostamenti, consumi, smaltimenti… Non è infatti un caso aver scelto municipio e masseria nello stesso paese! Quindi vi chiediamo davvero di darc(v)i una mano, anche solo non buttando il cellofan del vostro pacchetto di sigarette per strada quel giorno, visto che davvero una piccola e insignificante azione potrebbe non pareggiare gli alberi che da qualche parte nel mondo verranno piantati affinché il nostro matrimonio sia realmente ad impatto zero. Magari, chissà! Potreste prenderci gusto.

Ulivo sospeso

Ulivo sospeso

Vetrine per piccoli grandi blogger: il Leibster Award. (Ovvero come cascarci tutte le volte!)

Grazie a Wicked Magazine che ha avuto la simpatica trovata di nominarci per il Leibster Award, oggi cerchiamo di sparare a raffica dieci risposte perchè chiunque non ci conoscesse possa venirci a trovare tutte le volte che vorrà. Il Leibster Award altri non è che una nomination virale per dei blogger che hanno così la possibilità di parlare di sé e del blog che gestiscono in poche e concentrate parole per farsi conoscere ancor più nella piazza d’internet.

Poche le regole:

  • Ringraziare il blog che ti ha nominato.
  • Rispondere alle 10 domande.
  • Nominare altri 10 blog con meno di 200 follower.
  • Comunicare la nomination ai 10 blog scelti.

Bene! Cominciamo…

1) Perché avete aperto un blog?

Per emotività ed euforia. Da quando abbiamo deciso di sposarci, complici studi di settore e ottimi esempi da seguire, il nostro blog è oggetto delle nostre serate già da subito. Il motivo fondamentale è quello di cercar di renderlo una piattaforma d’incontro e conoscenza per chi parteciperà al nostro matrimonio dato che raduneremo a noi differenti amicizie sparse in Italia e non tutti ovviamente si conoscono tra loro. Non meno importante è la volontà di rendere accessibili le idee, i pensieri, i giorni che ci separano dal grande evento a genitori, parenti e amici data la distanza che viviamo, ed il telefono ammettiamolo… non ha tutta questa verve.

2) Ci parlate un po’ delle vostre passioni?

Ci accomunano differenti amori: quello per i viaggi, per la musica, per la lettura e per la cucina (formaggio a parte). Non a caso i momenti a cui pensiamo sempre con un pizzico di malinconia sono i viaggi, gite fuori porta comprese, in cui abbiamo goduti di ottimi pasti e stimolanti concerti.

3) Quanto pensate che i commenti e le interazioni siano utili per un blogger e in che modo?

Fondamentali! La risposta del pubblico è tutto ciò che stimola la fantasia all’atto della scrittura e a noi piace tremendamente fantasticare sull’impatto mediatico che un post possa avere su conoscenti e non. Il riscontro genera sempre l’input per l’articolo successivo. Guai no!

4) Di cosa parlate nel blog?

Agostodelduemilaquindici è palesemente un riferimento al mese e all’anno in cui ci sposeremo. Un cantiere aperto di idee, pensieri, progetti, note e prese per il culo sul mondo del wedding.

5) Avete creato un rapporto di amicizia con altri blogger? Vi siete mai conosciuti personalmente? 

Alcuni blogger li conosciamo già, fedeli a puntuali aperitivi da smisurati anni. In pochi però abbiamo avuto occasione di conoscerli personalmente, ma quando ce n’è stata data la possibilità è stato un gran piacere.

6) Come immaginate il vostro blog tra due anni? Vorreste vederlo crescere/cambiare e in che modo? 

Al momento non riusciamo a pensare su cosa potremmo mai scrivere tra due anni. L’unica certezza che ci vien da dare è che ovunque saremo continueremo ad occuparci del nostro blog.

7) La cosa che sapete fare meglio?

Amarci. E odiarci.

8) Quanto tempo dedicate al vostro blog?

Dipende dalle giornate. E’ difficile trovar del tempo per scrivere quotidianamente, ma siam sempre pronti a bozzare ogni spunto avuto al momento. Meraviglioso scoprir nello stesso istante le bozze dell’altro dopo svariate settimane di silenzio. Da queste parti quando arriva l’ispirazione prende a entrambi anche a chilometri di distanza…

9) Come nascono i vostri post?

Da letture, chiacchierate e dai matrimoni degli altri. Ma soprattutto dalle peggiori litigate!

10) Un saluto a chi legge…

Abbelli!!!

I nostri dieci:

Panestelle

Cup of brain

Principessa sul pisello

Opinioni di un tacco 12

I Brolli

Caramelle e Paturnie

Mare di foto

In punta di piedi

Giulialeagiorgi

Lovely Wedding

Non ce ne vogliate, ma così abbiamo un motivo in più per tornare a leggervi!

Quella volta che…

La domenica che sta per chiudersi non vuole proprio smettere di regalarci emozioni!
Una giornata intensa, che ci ha visti impegnati nella delicata scelta di assaggiare di tutto per optare la soluzione più accurata su quello che sarà poi il nostro menù di nozze.
Eppure, dopo quattro interminabili ore al tavolo, rientrando a casa si scopre un viso conosciuto a noi e ad Agostodelduemilaquindici, ospite da Fazio a Che Tempo Che Fa.
Cliccando qui il video dell’intervista al nostro caro ZeroCalcare.

Un viale per il duemilaquindici

Due. Zero. Uno. Cinque. Mille percorsi e milioni di passi. Qualsiasi sentiero nelle nostre vite ci ha portati fin qui, davanti ad un iPad a cercar di digitare i soliti buoni propositi che butteremo alle spalle non appena entreremo a pieni passi in questo anno che ci vedrà marito e moglie.
Idee e soluzioni aspettano solo di vedersi realtà ad agosto, nel frattempo però auguriamo a voi tutti/e un anno che vi veda felici così come lo siamo noi.

/home/wpcom/public_html/wp-content/blogs.dir/917/62750024/files/2014/12/img_1307.jpg Il viale che porterà a noi

Felice Natale

WordPress ci dice che il nostro spazio a vostra disposizione illumina gli schermi di più città da dodici mesi, la cosa ci ha messo un po’ di fretta – visti i mille impegni nella nostra terra – nel trovare un modo per farci gli auguri con un post e allora ne approfittiamo per accomunare questa fantastica giornata di festa in famiglia con l’anniversario ben meno significativo sopracitato.
Una buona sana abbuffata, senza sprechi, che possa mettervi addosso un’energia mai avuta per affrontare al meglio il nuovo anno ormai dietro l’angolo!

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Buon Natale e meraviglioso duemilaquindici.
Stefania e Francesco

Anche noi stiamo con la sposa

Io sto con la sposa! Potrebbe suonarvi come l’ammissione meravigliata della mia personale presa di coscienza nel focalizzare che stia per sposare la mia compagna… ed invece no.

Questa è una storia che avrei voluto raccontare qualche mese fa, ma tempo e concentrazione non vanno di pari passo ultimamente. Perciò eccovi persa l’occasione di diventare piccoli produttori cinematografici – tramite un crowd funding (per i più un’anglosassone colletta) – di un docufilm che sta attirando su di sé grandi attenzioni, tanto da cominciar a sentire il profumo di Venezia e i ruggiti di piccoli leoncini dorati.

E’ una storia che amo definire così come vien presentata: “Tanto fantastica quanto dannatamente vera. Un coraggioso atto di disobbedienza civile.”

Antonio Augugliaro, Gabriele Del Grande e Khaled Soliman Al Nassiry hanno ripercorso con delle macchine da presa l’incontro avvenuto a Milano nello scorso novembre tra un poeta palestinese siriano e un giornalista italiano con cinque palestinesi siriani in fuga dalla guerra che attanagliava le loro vite, arrivati a Lampedusa con un viaggio di ultima classe a bordo delle loro speranze. I due decidono di aiutare il gruppo a tagliare l’Europa per arrivare in Svezia, la loro araba fenice. Per poterci arrivare però serve un piano che evitasse l’eventualità d’essere arrestati come contrabbandieri, ecco quindi l’idea: inscenare un matrimonio. Quale poliziotto di frontiera chiederebbe mai i documenti ad una sposa? Come sempre le idee più geniali hanno le sembianze di battute spiritose che però pian piano perdono di simpatia quando l’idea stessa incontra degli audaci complici. Così in ventitré ragazzi e ragazze si incontrano all’alba del 14 novembre 2013 davanti alla stazione di Milano Centrale, tutti/e in ghingheri come se stessero per andare ad un matrimonio per davvero. Da lì mille avventure e tante tappe, a cercar di ricaricare batterie in letti di gente che condivide lo stesso pensiero, passando per Marsiglia, Bochum, Copenaghen e finalmente Stoccolma.

Il film potrebbe addirittura vedere l’assenza dei registi in sala per la prima se fossero condannati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Ciò è proprio quello che non ci auguriamo, sperando invece possano poter abbracciare di persona ogni singolo donatore che ha fatto sì che questa pellicola prendesse vita in tempo per potersi iscrivere al festival di Venezia. Così è stato!

In bocca al lupo ragazzi.

Il Marryoke. Venti d’oltremanica

Come ogni buona mania da importare nel nostro paese, anche in ambito marriage non riusciamo a fare a meno di osservare le mode anglosassoni. È proprio dall’UK, con importanti contaminazioni irlandesi ed USA, che nasce il Marryoke.
Letteralmente la fusione tra Marry (sposare) e karaoke – che ben conosciamo – è una adrenalinica spremuta dei filmati della giornata di nozze, montando gli spezzoni su di una specifica canzone e riprendendo sposi ed ospiti cantare singoli versi della canzone stessa in svariati momenti dell’evento.
Più facile a commuoversi ed infatuarsi con uno dei primi Marryoke Italiani che a spiegarsi…
Questo linkato c’ha davvero colpito per riuscita e gioia che trasmette, facendoci da subito innamorare di questa gran trovata dei fotografi d’oltremanica.
Per il resto, il sito http://www.marryokes.com lancia al mondo la trovata degli ultimi anni in ambito wedding.
A noi invece, non resta che scegliere la nostra canzone…

L’Ex Factor

Ci siamo. Quando decidemmo di metter su questo blog pensai: “prima o poi ci sarà qualcosa che mi spingerà a scrivere sull’elemento ex“. E con tutta sincerità credevo d’arrivarci con un po’ più di ritardo. Gioco ‘sta carta con almeno 12/14 mesi d’anticipo su quel che m’aspettassi, convinto che l’argomento ai più “l’elemento conflittuale per eccellenza” sarebbe toccato affrontarlo in concomitanza con la scelta definitiva degli invitati.
Ed invece quel qualcosa ha bussato alla nostra porta già qualche settimana fa ormai.
Certo che non sarebbe stato spinoso d’affrontare, forti anche di un rapporto lontano chilometri da qualsiasi tabù, l’elemento ex si è presentato ben più vigoroso alle nostre aspettative, pur non avendo intaccato minimamente la nostra serenità.
Il discorso è semplice e non lascia spazio ai “se” o ai “ma”… Quante possibilità diamo ai nostri precedenti d’esser presenti al nostro giorno X? E soprattutto le meteore d’una notte fanno o no parte del calderone ex?
Storielle o intere epoche vengono accomunate da un punto cruciale, ovvero quello di cercare fino in fondo di capire quanto queste persone facciano parte della nostra quotidianità, rispettosi del nostro quotidiano. Semplicemente dovremmo pensare con obiettività a quanto siano presenti nella nostra vita di tutti i giorni, se abbiamo piacere nel raccontarci le rispettive vite, se ci sono occasioni di condividere cene, cinema o altri impegni in coppia, se il nostro o la nostra partner attuale non sono un tabù. Ma soprattutto se alcuno sguardo, alcuna frecciatina, non ci lascino intuire che qualche “ricaduta” occasionale sia cosa gradita. Ancor più se quello sguardo furtivo, quella frecciatina, non sia lanciata da noi in primis.
Bene, se qualsiasi di queste cose ci fa storcere il naso possiamo già archiviare il pensiero e convolare in santa pace, limitandoci poi a far intravedere più o meno volutamente qualche foto pubblicata sui vari social…
In caso contrario – avendo l’ex nel giro d’amicizie collaudate della coppia – essendo il nostro matrimonio un’occasione da condividere con chi realmente ci ama e vorrebbe non mancare all’ufficialità dell’unione, un posto a tavola non lo si può proprio negare.
Attenzione solo a non riempire troppo i bicchieri prima di far fare loro un brindisi del tutto inappropriato!